Voglio imparare a spostare il peso emotivo: non lasciare agli altri il potere di decidere se sto facendo bene o male.
Ci descriviamo per capirci e farci capire.
Cambiamo, ci modelliamo, come ombre che si allungano al tramonto.
Indossiamo maschere, alcune per proteggerci, altre per sentirci accettati.
Ma quando siamo soli e nessuno ci osserva, chi siamo davvero?
Forse siamo pezzi di un'essenza mutevole, oppure semplicemente noi stessi, senza bisogno di nasconderci.
Charlottes_Muse
È come stare sulla soglia di una stanza che non vuoi più abitare, ma che non puoi ancora lasciare.
Aspetti che ciò che deve finire trovi il coraggio di farlo.
Aspetti che il tempo stesso decida per te.
E tu capisci che l’inquietudine è la forma con cui il tempo ti avverte che sta cambiando pelle.
Charlottes_Muse
Le presenze attorno si disgregano come roccia intrisa, lasciando un tremolio che non tento di interpretare.
Mi ritraggo in una cavità remota, dove l’oscurità cola lenta come metallo fuso.
Lì, tra pareti che custodiscono ricordi sepolti, lascio che il mio carico interiore scenda fino al suo abisso.
Charlottes_Muse
Nel dialogo silenzioso tra colore e acqua, la carta si trasforma in pura emozione.
L'acquerello non impone ma si espande e respira.
È un gesto fluido, fragile, istintivo.
Ogni velatura si dirama, accarezzando lo spazio bianco come un pensiero in ascolto.
Un divenire che prende forma.
Charlottes_Muse
Voglio imparare a spostare il peso emotivo: non lasciare agli altri il potere di decidere se sto facendo bene o male. Charlotte Muse